venerdì 5 marzo 2010

Fascisti di ieri, fascisti di oggi

Qualunque cosa ci sia scritta qua sotto rispecchia il mio pensiero risalente alla data dell’articolo. per sapere cosa ne penso ora, puoi scrivermi una mail a rpinotti92@gmail.com

Era il 21 luglio 1923 quando, alla Camera dei Deputati, venne approvata la Legge Acerbo, dal nome del deputato Giacomo Acerbo che ne redasse il testo.
223 si e 123 no: a favore Partito Nazionale Fascista, buona parte del Partito Popolare Italiano, il Partito Liberale Italiano e altri esponenti della destra.
Contrari il Partito Comunista d'Italia ed il Partito Socialista d'Italia.
La riforma entrò in vigore con l'approvazione del Senato del Regno del 18 novembre con 165 sì e 41 no.
Erano passati circa unidici mesi dalla "Marcia su Roma" (28 ottobre 1922) e già il Partito Fascista aveva preparato una legge "ad hoc" per vincere le elezioni.
Infatti la riforma "prevedeva l'adozione del sistema maggioritario plurinominale all'interno di un collegio unico nazionale. Ogni lista poteva presentare un numero di candidati pari ai due terzi dei seggi in palio (tale meccanismo fu spacciato per democratico in quanto garantiva di converso alle minoranze un terzo dei seggi dell'assise parlamentare, anche nel caso fossero scese al di sotto del 33% dei suffragi), cioè 356 su 535, e la lista che avesse ottenuto la maggioranza con una percentuale superiore al 25% dei voti avrebbe eletto in blocco tutti i suoi candidati."(Wikipedia)
Cinque mesi dopo, il 6 aprile 1924, "il Listone Mussolini prese il 61,3% dei voti (il premio di maggioranza era scattato, come prevedibile, per il PNF): i fascisti trovarono il modo di limare anche il numero di seggi garantiti alle minoranze, alla cui spartizione riuscirono a partecipare mediante una lista civetta (la lista bis) presentata in varie regioni e che strappò ulteriori 19 scranni, mentre le opposizioni di centrosinistra ottennero solo 161 seggi, nonostante al Nord fossero in maggioranza con 1.317.117 voti contro i 1.194.829 del Listone. Complessivamente, le opposizioni raccolsero 2.511.974 voti, pari al 35,1%."(Wikipedia)
Scrisse Alessandro Visani sull'importanza politica della legge: "L'approvazione di quella legge fu un classico caso di 'suicidio di un'assemblea rappresentativa', accanto a quelli 'del Reichstag che vota i pieni poteri a Hitler nel marzo del 1933 o a quello dell'Assemblea Nazionale francese che consegna il paese a Petain nel luglio del 1940'. La riforma fornì all'esecutivo 'lo strumento principe – la maggioranza parlamentare – che gli avrebbe consentito di introdurre, senza violare la legalità formale, le innovazioni più traumatiche e più lesive della legalità statuaria sostanziale, compresa quella che consisteva nello svuotare di senso le procedure elettorali, trasformandole in rituali confirmatori da cui era esclusa ogni possibilità di scelta(come oggi, ndr)".

Ecco, tutto ciò, più o meno, sta succedendo in questi giorni in Italia.
Come ho già scritto nell'articolo "A casa mia si chiama LEGGE", non erano state accettate il Listino Polverini, la Lista PDL(Roma e provincia) e la Lista Formigoni.
La Polverini rischiava dunque di non potersi candidare, mentre Formigoni di non poter presentare la sua lista personale, contente le persone di fiducia che sarebbero state elette con lui al Consiglio Regionale.
Il Listino Polverini è stato riammesso poichè la Corte di Apello di Roma ha accettato il ricorso presentato dalla lista della candidata.
Il problema sta nelle altre due liste: infatti è pronta una legge "ad hoc" se i ricorsi al Tar e, nel caso, al Consiglio di Stato non venissero accettati.
Legge "ad hoc", simile alla Legge Acerbo, che pare essere già pronta. Infatti alle 19,30 di questa sera si riunirà il Consiglio dei ministri per discutere sul decreto "salvaliste".

Dure le reazioni da parte dei leader dell'opposizione. Di Pietro, alle 19, attacca: "Solo in un Paese a regime fascista si può pensare che vengano cambiate le regole mentre si gioca la partita elettorale". Poi aggiunge: "Solo in un Paese in cui la dittatura ormai ha preso il sopravvento si può pensare che ciò lo si possa fare durante le elezioni". E stamattina ha parlato di "golpe": "Hanno chiamato la milizia a palazzo grazioli e deciso di rendere lecito quello che fino a ieri era illegale. Ma di fronte ad un golpe bisogna chiamare alla resistenza e noi ci stiamo attrezzando nelle piazze e nel paese". Più cauto Bersani che dichiara che i vari organi competenti decideranno sulle liste in tempi molto brevi, dunque "consiglierei di non pensare a strane scorciatoie". ."L'unica cosa sensata - ha aggiunto - è aspettare le decisioni degli organi competenti, che come sappiamo decidono a giorni".

Infatti è fissato per lunedì mettina il ricorso del Pdl al Tar del Lazio.
Mentre il ricorso di Formigoni è fissato per domani mattina alle 9,30 pressola quarta sezione del Tar della Lombardia.

Intanto i Berluscones e gli House Organ del Sultano continuano a gridare al complotto.
(A proposito delle dichiarazioni di ieri di coloro che oggi gridano al complotto, vi consiglio di leggere l'ottimo editoriale "Forza Mussolini" di Travaglio di oggi su Il Fatto)

Dove andremo a finire?