martedì 2 marzo 2010

PAR CONDICIO: CENSURA DI STATO

Qualunque cosa ci sia scritta qua sotto rispecchia il mio pensiero risalente alla data dell’articolo. per sapere cosa ne penso ora, puoi scrivermi una mail a rpinotti92@gmail.com

Ieri, 9 febbreio 2010, la commisione di Vigilanza Rai ha stabilito che dal 28 febbraio al 28 marzo, cioè fino alle elezioni, non potranno andare in onda le trasmissioni di approfondimento.
Annozero, Ballarò, Porta a Porta (sai che perdita) e In Mezz'ora probabilmente salteranno.
La norma è stata varata dal centrodestra col voto del relatore Marco Beltrandi, radicale eletto nelle liste Pd. Le motivazioni di Beltrandi sono queste:«Le nuove regole stabiliscono che i programmi di approfondimento possano scegliere. O ospitare nei loro spazi le tribune politiche, oppure andare in onda in orari e fasce diverse. Dipenderà da Vespa, da Floris, da Santoro, cioè dai responsabili delle trasmissioni. In ogni caso, se decideranno di andare in onda in altre fasce orarie, dovranno obbedire alle regole della comunicazione politica e cioè delle tribune».
Ricordiamo al caro Beltrandi che le trasmissioni di approfondimento sono in prima serata apposta per agevolare la visione dei telespettatori, e che il contraddittorio c'è sempre.
Furibondi Michele Santoro che parla di «abuso di potere che non ha alcun fondamento legale» e Giovanni Floris che si scaglia contro «l'ingordigia della politica che si mangia l'editore, l'azienda, i conduttori, i giornalisti, gli ospiti e i telespettatori che pagano il canone».
Prontamente l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti della Rai, evoca lo sciopero. Lo conferma il segretario Carlo Verna: «Apriremo le procedure dopo la decisione della vigilanza dimettere il bavaglio all’informazione Rai durante la campagna elettorale. Si stanno minando le ragioni stesse del servizio pubblico». Protestano anche i piccoli partiti: «È la riduzione ai minimi termini delle forze politiche più piccole, violando il valore costituzionale della tutela delle minoranze», dice Pancho Pardi (Idv).
Purtroppo, anche stavolta, c'è l'ombra del solito conflitto d'interessi. Direte voi: cosa centra il sultano?
Ecco cosa centra: il regolamento sulla par condicio sarà valido anche per le emittenti private, ma solo nella prima fase della campagna elettorale, dall'11 al 28 febbraio.
Ehi! Ma di chi sono le maggiori emittenti televisive private? Indovinate un pò...ebbene si, proprio lui. Sempre e solo lui. Infatti dichiara: «Non è una decisione scandalosa di cui doversi preoccupare», anche perché alcune sono «trasmissioni-pollaio. Per una questione di decoro credo sia un bene che le trasmissioni siano diverse, non parlo di quella di Bruno Vespa(chissà perchè, ndr) ma di altre».
Poi, ovviamente si contraddice e ne spata un'altra delle sue, sostenendo che la par condicio è una legge «liberticida e assurda». «Continuo a ritenere - è l'opinione del Cavaliere - che si deve abolire la par condicio reintroducendo quella norma che stabilisce presenze televisive proporzionali ai voti».
Come se le "presenze televisive proporzionali ai voti" non fossero liberticide e assurde.

E' la prima volta che succede una cosa del genere.

Dove andremo a finire?