giovedì 29 aprile 2010

DALMINE: Bolgia Comunale

(in corsivo i discorsi dei consiglieri)

Consigli comunali così non si vedevano da un pezzo. Tanto è vero che per i presenti Padani è stato uno spasso, per gli immigrati un po' meno. Infatti è stata respinta la proposta di riaprire lo sportello immigrati, in questo modo tutti gli stranieri saranno costretti a ritornare alle file chilometriche in Prefettura a Bergamo.
L'ordine del giorno del Consiglio comunale del 26 aprile 2010 presentava nove punti.
Discussa la presentazione del bilancio in un'oretta, si passa al secondo punto:“ORDINE DEL GIORNO URGENTE SULLA CHIUSURA DELLO SPORTELLO IMMIGRATI DI DALMINE PRESENTATO DAI CONSIGLIERI DI MINORANZA”.
Nella già affollata sala consiliare del municipio prendono posto una ventina di immigrati (cittadini di Dalmine) e tutti gli spazi vengono occupati. D'altronde “a ogni azione, corrisponde un'azione uguale e contraria”. A questo punto si dà il via alle danze.

Minoranza all'attacco
Viene data la parola al consigliere Lorella ALESSIO (PD) che presenta la proposta di minoranza.
Si tratta della richiesta “a ritirare la decisione in oggetto (chiusura dello sportello immigrati, ndr) in quanto si ritiene meritoria l'attività fin qui svolta dallo sportello immigrati” sia per “gli altri enti preposti alla governance del fenomeno migratorio” sia “per i cittadini stranieri”.
Alessio spiega che nel 2005 ai comuni bergamaschi sopra i 12000 abitanti fu data la possibilità di fare una sperimentazione: aprire uno sportello immigrati per ovviare alle file interminabili che gli stranieri erano costretti a sorbirsi in Prefettura per ricevere la documentazione per varie pratiche.
Ricorda l'articolo 117 della Costituzione che sancisce che “la potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione” e che “lo Stato ha legislazione esclusiva” in “diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea” e “immigrazione”. In più, nell'articolo 117, è dichiarato che “le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica”.
Anche perché lo sportello immigrazione è stato istituito dalla legge Bossi-Fini .
Il consigliere del Pd sottolinea che si tratta d'immigrati regolari e che la chiusura dello sportello creerebbe solo disagi per gli immigrati. Scoppiano così i primi applausi della serata.
Infine ricorda che lo sportello costava all'incirca 10.000 euro.
Ancora applausi a fine intervento.

Le difese del Sindaco
La risposta viene affidata al Sindaco Claudia TERZI (Lega Nord) che in primis si complimenta con i presenti (“cittadini e immigrati”) per la presenza ed è “contenta” di vederli così numerosi e si augura che anche nei consigli comunali futuri ci potrà essere così alta partecipare.
Le giustificazioni del primo cittadino iniziano ricordando che l'iniziativa dello sportello “è nata come sperimentazione” e che la chiusura “non lede all'immigrazione”. Poi spiega che “fa star male” vedere le file degli immigrati, ma anche quelle dei pensionati all'INPS.
Inizia allora un elenco di dati che sostengono che le file in questura sono diminuite e i tempi si sono accorciati. Ricorda quindi che anche a Ciserano hanno chiuso lo sportello e che la giunta del paese non è di destra, ergo la decisione della maggioranza non è politica.
In seguito si consola ricordando che c'è il volontariato e i servizi sociali, come il Porto.
Infine sostiene che a oggi non c'è più la possibilità di tenerlo aperto.

Orlando: decisione elettorale
Il terzo intervento è del consigliere IdV Vincenzo ORLANDO che innanzitutto ricorda alcuni numeri dello sportello: 256 domanda cartacee di rinnovo di permessi di soggiorno nel 2008, 182 nel 2007 e 228 nel 2009; 2626 gli accessi allo sportello nel 2008 (in calo secondo la Terzi). Rammenta in seguito che le persone che usufruiscono (usufruivano) dello sportello sono persone che lavorano, anche come badanti, e che portano i loro figli a scuola; che lo sportello è pagato dai cittadini, quindi anche da coloro che lo usano; che si sta parlando di persone riconosciute da un permesso di soggiorno.
Successivamente afferma che quando le istituzione mancano, come in questo caso, le sopperiscono le cooperative sociali.
A questo punto gioca l'asso nella manica: queste persone fanno quadrare i conti dell'Italia. (come si evince dalla puntata di Report di domenica 25 aprile).
Il sindaco, come risposta, scuote negativamente la testa e una persona dal pubblico le ricorda che anche gli immigrati le pagano lo stipendio (“ti pagano lo stipendio!!”).
Tornata la calma, Orlando torna a chiarire che ci saranno code e disagi in Prefettura; e che, se il progetto era partito, significava che c'era una “esigenza”.
Dunque dichiara che se i fenomeni si vogliono controllare bisogna agire, altrimenti non si sa dove si va a finire.

Infine afferma di avere il “sospetto” che la chiusura sia un modo per “soddisfare” l'elettorato leghista.
Applausi a fine intervento.

Fanzaga: quando l'Orda eravamo noi
Tocca a Adriano FANZAGA (DalmineChiara) che, in primis, sostiene che la questione “non è relativa al bilancio”, “ma politica”.
Poi narra una breve storia: a Biante, filosofo greco antico, uno dei Sette Sapienti, venne richiesto di scrivere una frase saggia sul frontone del tempio dell'oracolo a Delfi, e lui incise: "La maggior parte degli uomini è cattiva". La conclude sostenendo che “non credo si riferisse alla maggioranza” del comune di Dalmine.
Successivamente legge un passo del libro “Morte agli italiani” di Enzo Barnabà in cui è descritto il massacro di Aigues-Mortes, che il 17 agosto 1893 costò la vita a nove operai italiani linciati da una folla inferocita: “I rapporti non erano mai stati buoni e i francesi avevano sempre avuto qualcosa da rimproverare agli italiani. Tutti ladri e puttane, protettori e fannulloni. Pronti a mangiare il loro pane.”
Quindi pone una domanda: “tutto questo cosa centra con lo sportello immigrati?” Centra perché si tratta di un “atto discriminatorio”. Inoltre gli immigrati si “sentono discriminati”.
Scoppiano gli applausi quando sottolinea che “chi discrimina non ha capito nulla”.
Poi continua a leggere passi di altri libri che spiegano la situazione degli italiani quando erano a New York, specificando che erano i “Padani” ad essere discriminati.
Il consigliere targato Lega Nord Roberto Dapoto inizia a lamentarsi e Fanzaga lo fulmina con un “lo so che ti da fastidio”. Divampano gli applausi e il pubblico inizia a rumoreggiare.
Qualcuno dei presenti offende Dapoto rammentandogli che viene “dal letame” (“vieni dal letame!!”). Dapoto, infine, urla a Fanzaga che non rispetta le regole (“Non rispetti le regole!!”).
Spenti gli ultimi focolari, Fanzaga domanda come si faccia ad integrare se si tolgono i servizi. Infine avanza una proposta: dal momento che il sindaco è contenta di vedere tanti immigrati, perché non fa un tavolo con le associazione? Applausi a fine discorso.

Rovetta: “non siamo padroni a casa nostra”
È il turno di Andrea ROVETTA (Giovani per Dalmine) che inizia specificando che vorrebbe parlare del lato civico della vicenda.
Infatti sembra che il comune abbia voluto ignorare la situazione e che se si tagliano i servizi come si può pretendere che imparino la lingua e le leggi.
Conclude con una perla di saggezza: “non siamo padroni a casa nostra” ma “ospiti privilegiati”.
Applausi a fine “lezione”.
Massimo CAREGNATO (Bruschi per Dalmine) sostiene che la funzione dello sportello è stata molto importante perché ha permesso di dare molte informazioni utili e che non ha avuto un costo rilevante. Applausi.

Frazzini: “remore ideologiche”
Interviene Diego Frazzini (PD). Innanzitutto ci tiene a ricordare le motivazioni del sindaco, date all'Eco del 14 aprile, sulla chiusura dello sportello: 1) carenza di bilancio e 2) pianta organica insufficiente.
Frazzini invece sostiene che 1) il bilancio non è un problema dato che la previsione è di 26 milioni di euro e lo sportello ne prenderebbe pochissimi e 2) il comune potrebbe assumere ma ha deciso di non farlo e non si è ancora dato un incarico a colui che prima era allo sportello.
Sentenzia che tutto ciò denota che esistono “remore ideologiche”, quindi si tratta di una “scelta politica”. È solo una propaganda ideologica.
Afferma che se si delega alle associazioni si scaricano su di loro i problemi. Rammenta che il servizio dello sportello è stato rinnovato nel 2008 da Maroni, cioè da questo Governo.
In seguito afferma che “non è umana” la fila per i permessi perché “io l'ho fatta con mio figlio”.
Infine si appella a chi ha “religione” e “anima” per riflettere e ritirare la chiusura dello sportello. Applausi per il candidato sindaco di centro-sinistra delle ultime elezioni.

I Difensori
Rispondono alle accuse Roberto FAGIOLI (Pdl), il quale sostiene che tutto ciò “non andrebbe strumentalizzato sul Comune”, che non si perderà il rispetto per gli immigrati e che non si aiutano (gli immigrati, ndr) neanche “battendo le mani qua dietro”.
Brusio del pubblico per la provocazione.
L'altro Simpaticone è Leonardo GRECO (Pdl) che afferma che non stanno togliendo alcun diritto e che le informazione le prenderanno lo stesso. Il pubblico, allora, chiede da chi le prenderanno (“da chi?”) e Greco risponde: “chi te ne frega?”. Risate.

Dichiarazione di voto
OLANDO: le esperienza personali di ognuno di noi sono differenti dal ruolo istituzionale.
FANZAGA chiede ai consiglieri di maggioranza se si può tornare indietro.
Poi riflette, rivolgendosi alla Terzi: lei è un sindaco donna, ma deve dimostrare di essere una persona “con le palle”, faccia valere la sua sensibilità di donna e lasci a qualcun altro il ruolo di maschio. Ovazione.
ALESSIO afferma che il volontariato rappresenta “un nodo della tela della comunità”, “ma non si può “ dare la responsabilità unicamente a loro perché non si tratta di banali informazioni.
Ricorda poi che ognuno deve fare la sua parte (in primis non avere alcuno in nero negli appartamenti) e dobbiamo “mettere i tasselli apposto”.
Infine ricorda che i migranti “migrano per lavorare e per trovare una vita migliore”. Applausi.

Dapoto Show
Inizia in quarta: si è cercato di dare un'immagine di qualcosa che non esiste, c'è chi ha politicizzato la vicenda e si tende a creare un “teatro delle istituzioni”.
Poi, per fare il figo, dichiara che se c'è discriminazione firmo la denuncia con Fanzaga.
Successivamente da “padano doc” sentenzia che tutte le risorse del Comune devono essere usate per tutti. A questo punto il pubblico inizia a far schiamazzi e Dapoto si arrabbia: io voglio poter parlare “nel mio comune”. Ricorda che ci sono altre cose a cui gli immigrati si possono rivolgere.
Non poteva mancare la sparata: lei, Fanzaga, ha fatto un “cattivo servizio della democrazia”. Sparata che, per altro, ricorda molto il diktat bulgaro di Berlusconi a Sofia: “Santoro, Biagi e Luttazzi hanno fatto un uso criminoso della televisione pagata dagli italiani!”.
Infine giustifica il tutto con una avvincente triade di discolpe: non c'è xenofobia né da parte della Lega Nord né del Pdl [pubblico: “Lega Nord? Che pelo..”]; non votiamo la mozione (di riapertura dello sportello, ndr) perché non siamo una giunta di “assassini”, ma di brava gente; non c'è nessun problema perché c'è stato un incremento dei finanziamenti ai servizi sociali.

Votazione
Votanti: 21; favorevoli: 8; contrari: 13; astenuti: 0. L'ordine del giorno vieni respinto.
La maggior parte degli astanti se ne vanno e la Terzi chiede che rimangano, ma il pubblico protesta mentre esce e una donna immigrata, disperata, inizia a urlare contro il sindaco.
La Terzi ha un battibecco con Frazzini perché, seconda lei, “politicizza”. Mentre a Fanzaga dice che gli attributi che dovrebbe avere sono un'offesa nei suoi confronti e si dovrebbe scusare sia con lei che con gli assessori.
Fanzaga risponde picche e, dopo gli applausi dei rimanenti, spiega che ogni tanto è possibile cambiare le decisioni quando ci si accorge che sono sbagliate.

La sala si svuota e me ne vado sfinito (immagino gli immigrati).