domenica 27 giugno 2010

DALMINE: Storie di ordinaria (multi)ignoranza




La Lega non sa raccontare palle*
“Suo malgrado, la Giunta ha dovuto sospendere un servizio attivo da cinque anni: lo sportello immigrati.”

Eravamo tutti in trepidante attesa per l’uscita del periodico disInformaDalmine, per leggere come l’amministrazione avrebbe giustificato la chiusura dello sportello immigrazione.
E quindi, quando il liberculo è giunto nella cassetta delle lettere, mi sono precipitato a recuperarlo, ansioso di tuffarmi nella lettura.
Inizio a sfogliarlo imbattendomi in tante belle immaginette finché non mi scappa l’occhio su un titolo in particolare: ”Sospeso lo sportello immigrati”. Evviva, l’ho trovato!
“La scelta di sacrificare lo sportello immigrati – ha spiegato il Sindaco – è legata a una riorganizzazione del personale indispensabile per ovviare alla carenza di organico. Un taglio sofferto che non si poteva purtroppo evitare”……………………….BUM!!!!!!!!!!
Eggià tutto troppo indispensabile e, soprattutto, imprevedibile.
Infatti, nell’opuscolo che invitava a votare Terzi Claudia durante la campagna elettorale per le comunali 2009, c’era biblicamente scolpito: “Meno burocrazia: la burocrazia va snellita, facendo risparmiare tempo e risorse a cittadini e amministrazione. […] Procederemo all’ottimizzazione e alla valorizzazione delle risorse umane e dei servizi degli uffici comunali”.
In più, nel capitolo “Più sicurezza”, si legge che “combatteremo la creazione di ghetti, favorendo al contrario l’integrazione e rispetto delle regole”.
Strano modo di attuare il programma elettorale.
Infatti non si è mai visto che uno straniero impari l’italiano, e quindi le regole, se si tagliano i corsi di alfabetizzazione; e non si è mai visto che per ridurre le file agli sportelli, si chiudano del tutto. Anche perché, in questo modo, gli immigrati andranno ad allungare altre file, facendo arrabbiare e innervosire i Padani (ecco come nasce l’astio tra italiani e non).
Poi ci sono i Geni del Male che, nonostante non ci fosse scritto da nessuna parte, si giustificano con il “ma lo sapevamo, li abbiamo votati apposta”. Wow, da vantarsene.

Assessori miserabili
Dàlmen: Lo sportello immigrazione? “Ghetto miserabile”
(parola dell’assessore alla cultura Iodice)

Dopo essermi ripreso, continuo la mia avventura che, però, dura meno di due pagine.
Infatti, alla pagina sei m’imbatto nell’editoriale, affidato all’assessore alla cultura del comune di Dalmine, emerito professor Gianluca Iodice.
Inizio a leggere. “Multirazzismi: la chiusura dello sportello immigrati ha scatenato polemiche. Ma davvero il multiculturalismo è la strada giusta? Storie di ordinario (multi)razzismo”.
Ho letto tre righe e già ho i conati.
Proseguiamo. ”Proviamo a fare un esperimento “multiculturale” ”.
Dottor Iodice e Mister Cultura.
“Un bambino viene deriso dai compagni di classe perché ha la pelle nera.” (Mi chiedo chi siano quei gentlemen che affiggono manifesti sui quali ci si vanta di aver “fermato l’invasione”, come se le persone con la pelle nera ritratti nell’immagine fossero un virus.)
Riprendiamo la piacevole storiella. “I genitori del bambino deriso s’incontrano con gli altri genitori e organizzano una cenetta con pietanze di varie etnie. Tuttavia il bambino con la pelle bianca non vuole mangiare i cibi africani, tali “kunde” e “kaklo”, e l’esperimento non riesce”.
“Un esperimento mentale”? Mabbona, per Dottor Iodice è una “storia vera”, tratta da tale Giorgio Israel, che conclude sostenendo che “il multiculturalismo, col suo insistere sulla coscienza etnica, non fa che esasperare le divisioni”.
(Infatti, i miei amici votano Lega perché hanno mangiato troppo “kunde” o “kaklo”, a seconda dell’appetito.)
Tutto qua? Ovvio che no. Il bello (o il brutto) deve ancora arrivare.
Infatti Mister Cultura s’inerpica in un acrobatico numero da circo nel quale tira in ballo “barriere”, “multiculturalità”, “ponti”, “interculturalità” e “multikulti”; concludendo che “ciò che muore in questo processo è la consapevolezza che si è tutti esseri umani”.
No, ciò che muore in questo processo è la linearità e la semplicità di un discorso in lingua italiana.

L’acrobazia del Nostro non si poteva concludere blandamente ed infatti il doppio calcio rotante a girare finale è da mozzafiato: “Risultato? Si costruiscono ghetti, per rispettare le identità di tutti. Spazi “separati” per gli immigrati. Lo sportello immigrazione, il teatro per gli immigrati, menu per gli immigrati. Ghetti. Ghetti miserabili, ghetti dorati. Ma pur sempre ghetti. Siamo sicuri di volerli?”
No, l’unica cosa di cui sono sicuro di volere sono le scuse di Gianluca Iodice. Non verso di me, ma verso quelle persone che hanno dato tempo e passione per conoscere e far integrare quegli immigrati che sono discriminati da chi ti/vi vota.

*ringrazio Ruben per il titolo