mercoledì 15 settembre 2010

LUSSANA: Il prezzo della verità

Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro saggezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sifficiente, ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri.
JOSEPH PULITZER
A volte, mentre corro, mi chiedo perché la gente non parli. Non nel senso che non proferisce parola, ma nel senso che non dice quello che vede, sente o pensa. Sarà una malattia di noi giovani, poi scopro che riguarda anche gli adulti. Forse hanno paura. Paura delle possibili conseguenze che le loro parole potrebbero suscitare. Effettivamente le parole sono come macigni perciò devono essere calibrate al millimetro, o almeno dovrebbero. Infatti molte persone parlano senza sapere il perchè o il per come delle cose traendo conclusioni affrettate senza domandare delucidazioni a chi di dovere. Altre, peggio ancora, si schierano in base a preconcette posizioni ideologiche. Addirittura potrebbero votare un nazista senza sapere di farlo, solo perché non ragionano con la propria testa. Infine ultime, ma non per questo le peggiori, ci sono quelle persone che invece si documentano, interpellano e traggono le proprie conclusioni non in base a opinioni, ma a fatti.
Bene. In questi ultimi due giorni ho incontrato tutte queste persone e mi sono accorto che quelle che non sopporto sono quelle che, per salvarsi la faccia, prendono colui che denuncia il problema e lo fanno diventare il capro espiatorio della vicenda. Questo io sono diventato.
Infatti sembra che tutto quello che non è andato per il verso giusto sia per colpa mia.
Tutto ciò che ho sostenuto nell'articolo incriminato lo riscriverei in toto. Perché ho scritto la verità. Cosa che fa paura a molti, i quali probabilmente hanno qualcosa da nascondere.
L'esempio calzante dell'intera vicenda potrebbe essere: voler costruire il Ponte sullo Stretto di Messina, quando la Salerno-Reggio Calabria versa in pessime condizioni.
Quello che ho scritto sul Lussana lo pensano in molti (questo non vuol dire che sia vero a prescindere, sia chiaro), ma nessuno ha mai avuto il coraggio di dirlo ed è riscontrabile da chiunque.
Non voglio vantarmi di quello che ho fatto, non sia mai. Disse nel 2006 Giovanni Paolo II: "Parlare per trovare applausi, parlare orientandosi a quanto gli uomini vogliono sentire, parlare in obbedienza alla dittatura delle opinioni comuni, è considerato come una specie di prostituzione della parola e dell'anima". 
Queste vicende dovrebbero essere all'ordine del giorno perché aiutano a fare chiarezza su quello che succede intorno a noi.
Dopotutto, come sosteneva Benedetto Croce, "ogni mattina il buon giornalista deve dare un dispiacere a qualcuno".