martedì 7 settembre 2010

Libero fischio in libero stato

Qualunque cosa ci sia scritta qua sotto rispecchia il mio pensiero risalente alla data dell’articolo. per sapere cosa ne penso ora, puoi scrivermi una mail a rpinotti92@gmail.com
Libero fischio in libero stato
Queste le sagge parole che disse Sandro Pertini, presidente della Repubblica Italiana dal 1978 al 1985.
Putroppo però i tempi sono cambiati e queste parole, ora, suonano come inno alla rivoluzione o vessillo dei professionisti dell'antipolitica. Sì perchè non si è mai visto che la più alta carica dello stato, e giornali appressi, vada in soccorso del presidente del Senato Renato Schifani.
IL FATTO. Sabato 4 settembre Renato Schifani è ospite alla festa nazionale del Pd a Torino e tiene un discorso con Piero Fassino. Prima che il dibattito abbia inizio alcuni presenti protestano contro la seconda carica dello Stato con lo slogan "fuori la mafia dallo Stato". Schifani è reo, secondo i contestatori, di non aver chiarito le vicende poco chiare risalenti agli anni Novanta, quando l'attuale primo senatore era avvocato in un suo studio legale. Secondo le rivelazioni (anche di pentiti del calibro di Spatuzza) avrebbe aiutato personaggi poi condannati per mafia. Schifani ha assicurato che risponderà di ciò in tribunale.
Tutta questa losca vicenda nel più totale silenzio da parte degli organi d'informazione (eccetto Il Fatto Quotidiano e l'Espresso).
VIETATO FISCHIARE. Il giorno dopo, Pigi Battista sul Corriera della Sera e Aldo Schiavone su Repubblica si dichiaravano contrari ai fischi nei confronti del principale inquilino di Palazzo Madama.
Gli oppositori non avrebbero dovuto contestare perchè avrebbero così impedito il diritto d'espressione,
è quindi una "protesta invicile" e un "male subdolo".
Immediate, oltre a quelle dei due giornalisti, le dichiarazioni di "cordoglio" da parte del presidente della Repubblica e, durante il dibattito con il contestato, di Piero Fassino e di Giuliano Giubilei, moderatore e giornalista del Tg3.
ALL'ESTERO. A 'sto punto è bene vedere cosa succede all'estero quando un politico è presente un incontro pubblico. E' sabato 4 settembre e l'ex premier inglese Tony Blair è a Dublino per presentare il suo ultimo libro, nel quale si pente di non aver vinto la guerra in Afghanistan con il suo amico Bush.
L'ex inquilino del 10 di Downing Street è stato accolto da uova, scarpe e bottiglie di plastica.
I cori? "Blair ha mentito, milioni sono morti", "condannatelo per genocidio", "c'è sangue nelle tue mani" e via dicendo. Non voglio immaginare se a Torino fosse successa una cosa simile. I promotori del garantismo perenne (nonostante inizi per g) avrebbero urlato al colpo di Stato.
E i giornali? Il The Indipendent ha spiegato che la visita di Blair è stata caratterizzata "of course, an entourage of protesters". Capito? In Inghilterra è of course che si alzi la voce contro i potenti.
RENNY IL PURO. Siamo sicuri che Renato "Renny" Schifani non abbia mai detto niente a nessuno?
Diede del "patetico buffone" a Di Pietro (2 nov 2001); del "terrorista mediatico" e del "comunista mistificatore" a Fassino (23 nov 2001); del "peggio del peggio" alla sinistra (1 ago 2003).
Ha portato avanti con ostinazione, nel 2002, la legge ex-Cirielli (ad personam per B.).
Il 19 maggio 2009 dà dei "necrofori"(becchino, per gli ignoranti come me) e dei "venduti" ai sette senatori a vita che diedero la fiducia a Prodi.

Io certa gente la fischierei dalla mattina alla sera.