giovedì 9 settembre 2010

Soldi alla scuola lombarda: rapporto pubblico privato è di 1 a 143

Qualunque cosa ci sia scritta qua sotto rispecchia il mio pensiero risalente alla data dell’articolo. per sapere cosa ne penso ora, puoi scrivermi una mail a rpinotti92@gmail.com

Esce oggi in nuovo libro di Riccardo Iacona, presentatore di Presa Diretta, in cui racconta le sue sconvolgenti inchieste.
Ho letto un estratto dal capitolo che riguarda la scuola: da rabbrividire.
Sopratutto per quanto riguarda la scuola in Lombardia, storia arcinota ma che è sempre bene ricordare a quegli elettori che hanno consentito che si formasse il Ventennio Forimigoniano.
Leggiamo:
Il Leone XIII (scuola privata milanese, ndr) ha un budget di tutto rispetto: 7 milioni di euro all'anno, costituito quasi tutto dalle salate rette pagate dai genitori; quasi tutto perchè una parte del finanziamento arriva dalla Regione Lombardia. Sono, cioè, soldi pubblici, e non sono pochi: nel 2009, in totale, sono stati 51 milioni e 460.000 euro. Servono a finanziare il "buono scuola", un contributo che le famiglie possono chiedere alla Regione per mandare i loro figli alle scuole private. Ma siccome il buono scuola non basta a coprire tutta la retta, sono in realtà un regalo a chi ha già un reddito medio-alto. Il confronto con i contributi che la stessa Regione versa per la scuola pubblica è particolarmente scandaloso: 24 milioni e 589.000 euro, la metà di quello che dà alle scuole private.[...]
Quindi la Regione Lombardia dà alla scuola pubblica la metà dei soldi che dà alla scuola privata. Per fortuna che l'articolo 33 della Costituzione recita stabilisce che "Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato."
Comunque, a ben vedere, il dato numerico è di gran lunga più infame di quanto sembri.
Infatti:
Se poi si considera che gli studenti della scuola pubblica in Lombardia sono quasi un milione, dieci volte di più dei 98.000 che si sono iscritti alle scuole private parificate, il conto che ne esce fuori grida vendetta: 3 euro e 30 centesimi per ogni studente della scuola pubblica, ben 470 euro per ogni studente della scuola privata.
Avete capito bene: 3,30 euro contro 470. Rapporto è di 1 a 143.
Non voglio sapere cosa direbbe l'operaio leghista se scoprisse che parte delle sue tasse vanno a pagare una fetta della retta della scuola privata del figlio del suo capo.
Tuttavia il finale che trae Iacona è ancora più agghiacciante, sopratutto per il nostro futuro.
Ma con questi tagli (alla scuola pubblica, ndr), la gara rischia di non partire affatto. E un paese a mobilità sociale bloccata e un'istruzione di massa più povera, più elementare, in cui i cittadini sono meno attrezzati per comprendere quello che succede attorno, è un paese nella sostanza meno democratico. Una scuola di serie B per una democrazia di serie B.
E' questo, alla fin fine, quello a cui il Regime: creare dei burattini senza pensiero critico.