lunedì 15 novembre 2010

#DALMINE: meglio pensionato che immigrato

Da undici anni l'associazione Il Porto, il centro Eda di Treviglio e l'amministrazione comunale di Dalmine stanno portando avanti un progetto per aiutare gli immigrati ad imparare la lingua italiana: i corsi di alfabetizzazione. Il centro Eda coordina e sceglie gli insegnanti; il comune mette a disposizione le aule per le lezioni ; il Porto “recluta” gli immigrati.
La partecipazione è sempre stata numerosa, si parla di circa 80-90 persone, la maggior parte donne.
Negli ultimi 3-4 anni è iniziato anche un corso per casalinghe. Il Porto con un piccolo bus preleva direttamente  da casa mamma e figlio e li porta alle scuole medie Aldo Moro. Qui le signore imparano l'italiano, mentre i pargoli stanno nell'asilo nido.
I corsi, in tutto, sono tre: base, avanzato e casalinghe. Nel 2009 hanno partecipato in 40 persone al primo, in 33 al secondo e in 13 al terzo; per un totale di 228 ore.
Questi corsi rappresentano una risposta fondamentale per chi migra
L'italiano è il primo passo per l'integrazione.
In più il livello delle lezioni è stato classificato di ottima qualità da parte della provincia di Bergamo.
Il costo dei corsi nel 2009 è stato di circa 7500 euro.
Quest'anno, però, ci si trova in un situazione di emergenza per via dei tagli che la nuova amministrazione comunale ha fatto. Sui corsi di alfabetizzazione, ad esempio.
Per cercare di venire incontro alle carenze delle casse comunali, nel 2010 è stato chiesto un contributo di 3000 euro, ma l'amministrazione ha risposto picche perché non trova i soldi. Ci sono disponibili mille euro ma per ora andrebbero a un corso di ginnastica dolce. Se questo corso non verrà fatto, i mille euro potranno andare ai corsi di alfabetizzazione.
Meglio pensionato che immigrato, quindi.
Così quando uno straniero andrà al supermercato per comprare del pane non saprà come chiederlo.
In compenso potrà esibire tutta la sua bravura nella ginnastica dolce: in posizione sdraiata su un fianco, porterà in avanti la gamba sinistra, piegata in modo che il piede sia posizionato davanti alla coscia destra. Poi terrà sollevata la testa con la mano destra, mentre con la sinistra terrà la caviglia. In questa posizione, successivamente, solleverà di alcuni centimetri la gamba destra, tenendola tesa con la punta del piede in giù, dopo la abbasserà nuovamente con un movimento lento e controllato. 
A questo punto la commessa dovrà decidere se iscrivere anche sua madre al corso di ginnastica o se buttar fuori dal negozio a calci nel culo il malcapitato.
Conoscendo l'elettore medio, immaginiamo quanti chili di calci il pover'uomo porterà a casa ai suoi figli.