martedì 7 dicembre 2010

nuovo indulto firmato lega: l'omicida di Yara a piede libero

Su Il Fatto Quotidiano di oggi Marco Travaglio, nel suo editoriale "L'indulto occulto", scrive:
Zitti zitti, nel silenzio delle tv, della stampa e dell’opposizione, la maggioranza di centrodestra votata all’insegna della “certezza della pena” e della “tolleranza zero”, ha appena approvato un bell’indultino mascherato che farà uscire anzitempo dal carcere migliaia di delinquenti.
Il ddl Alfano, approvato dal Parlamento, in vigore dal 16 dicembre, prevede che i detenuti che scontano condanne definitive possano trascorrere l’ultimo anno di detenzione a casa propria (“disposizioni relative all’esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori a un anno” e degli analoghi “residui di maggior pena”, esclusi mafia, terrorismo e omicidio).
Ma attenzione: già oggi i detenuti possono scontare gli ultimi due anni di pena agli arresti domiciliari e gli ultimi tre in affidamento al servizio sociale, cioè liberi. In pratica, chi deve scontare condanne fino a tre anni sa che non farà un giorno di carcere e, se ha avuto l’accortezza di delinquere entro il maggio 2006, prima dell’indulto (sconto automatico di 3 anni), non fa un giorno di galera nemmeno se condannato a 6 anni. (...) Ora, con l’ulteriore saldo natalizio targato Alfano, la franchigia sale a 4 anni (e addirittura a 7 per i reati coperti da insulto). Insomma, per finire dentro e restarci bisogna proprio fare una strage. Oltre al danno, c’è pure la beffa per le vittime dei reati: chi li ha commessi potrà tornare a casa senza l’obbligo di abbandonare il domicilio della persona offesa o il “locus commissi delicti”. Quindi chi è finito dentro perché molestava la vicina di casa o picchiava la moglie può tornare comodamente sul luogo del delitto a scontare la pena e a ripetere il delitto.
Eccolo il governo della sicurezza! Molto bravi, mi dicono.
Chissà quanti anni si farà, se lo trovano, l'omicida di Yara.
Perché gli indulti, con i quali i marocchini stupratori escono dal carcere, non li ha votati la Lega Nord.
Eppoi si sa, la giustizia giusta è quella che non processa Berlusconi e mette in gatta buia gli immigrati.
Ecco perché la Lega vorrebbe i magistrati eletti dal popolo.

Infine, leggetevi "La leggenda della ragazzina scomparsa":
Credevamo di esserci liberati dalla presenza opprimente della cronaca splatter nei nostri telegiornali dopo il caso Sarah Scazzi. Ci sbagliavamo. La macchina della disinformazione è più che mai attenta nel ricercare ed enfatizzare casi di questo tipo, perché offrono la possibilità di intrattenere il pubblico senza informarlo. Si raccontano storie che la gente conosce già (la ragazzina acqua e sapone e la follia inspiegabile dell’orco, l’extracomunitario drogato o ubriaco che uccide dei passanti, ecc), storie eterne che si trasformano in narrazione, in racconto patetico e melodrammatico. Il caso di Yara è esemplare. L’unica notizia vera e propria è che la ragazzina è scomparsa e non si sa dove sia, su cui ci si potrebbe scrivere un articoletto da pubblicare sull’Eco di Bergamo o sulle pagine molto interne di un quotidiano nazionale giusto per un paio di giorni. Si tratta di una sciagura privata, priva di qualsiasi rilevanza pubblica e fortemente circoscritta localmente. Un qualsiasi giornalista serio non ne parlerebbe mai. Ma in Italia siamo diversi. Siamo entrati in un circolo vizioso dove si fa gara a chi riesce a catturare maggiormente l’attenzione di un pubblico culturalmente disastrato, ignorante e non avvezzo alla lettura e al pensiero razionale. Ognuno cerca di intervistare il parente in lacrime, di fotografare un peluche insanguinato, di titolare nel mondo più retorico possibile, di stimolare quella parte del cervello che NON ci distingue dagli altri animali. In pratica si fa l’esatto opposto di ciò che una vera informazione dovrebbe fare: stimolare il pensiero critico e razionale offrendo notizie utili alla comprensione del mondo. Il motivo però è anche un altro. Le storie di cronaca non sono notizie ma si travestono da esse, offrendosi al pubblico medio come vere e proprie notizie. In questo modo il cittadino crede di essere informato, ma in pratica non lo è. Egli non viene esposto alle notizie veramente rilevanti per lui e per la collettività, quelle utili alla creazione e mantenimento di un atteggiamento critico e attivo. Questo tipo di notizie sono scomode, sono pericolose e temute dall’establishment politico perché in grado di mettere in discussione lo status quo. Un cittadino informato correttamente infatti è scomodo, difficile da convincere e insensibile al populismo.