giovedì 23 giugno 2011

BERGAMO: Inaugurata la scuola dello "sperpero di denaro pubblico"

Sabato 18 giugno è stata inaugurata, per la seconda volta, a Bergamo la scuola superiore di Magistratura.
Presenti il ministro delle Riforme chenonsifanno Umberto Bossi, il Ministro dell' ingiustizia Al Fano (Travaglio rulez), quello della Semplificazione normativa Roberto Calderoli (lo stesso che ha eliminato il reato di associazione militare per non far condannare 36 leghisti al processo "Camice verdi"), il sindaco Franco Tentorio, l'onorevole-presidente (della Provincia) Ettore Pirovano e dulcis in fundo Roberto Castelli, Guardasigilli nel 2006.
Tutti felici, sopratutto il Senatùr che vorrebbe dei magistrati padani che parlino in dialetto perché così i bergamaschi saranno più contenti. Basterebbe non delinquere per non finire in tribunale e quindi dover parlare al giudice, ma questa opzione non gli è passata neanche per l'anticamera del cervello.

Mezzo milione buttato via
Quella della scuola di magistatura è una storia abbastanza travagliata, scrive infatti Il Fatto Quotidiano:
Il protocollo d’intesa per il nuovo istituto, voluto da Castelli, era già firmato a settembre 2008. La sua istituzione – con un decreto legislativo – risale addirittura al 30 gennaio 2006. Per due anni, fino a settembre 2010, Comune e Provincia di Bergamo hanno pagato – inutilmente – l’affitto di un’ala del collegio Sant’Alessandro, di proprietà della Curia, che avrebbe dovuto ospitare i corsi della scuola di magistratura. Circa 485mila euro di spese, tra rinvii e promesse. Fino a quando, lo scorso anno, il sindaco Pdl di Bergamo, Franco Tentorio ha deciso di non rinnovare il contratto d’affitto. Più titubante la Provincia, guidata dal leghista; Ettore Pirovano, che ha continuato a versare la sua parte aspettando una buona notizia dai vertici del partito.
Quindi parliamo di circa mezzo milione di euro di affitto a vuoto, dato che non ci ha mai messo piede nessuno negli altumi due anni.

La storia
L'idea della scuola viene durante il ministero di Castelli e si decide di collocare una delle tre sedi proprio a Bergamo. L'allora sindaco Bruni e il presidente della Provincia Bettoni accettano, ma bisogna fare in fretta. Infatti "c'era l'urgenza di reperire una sede - spiega Bruni -, perché ci sembrava che la scuola dovesse partire da lì a poco. Ci fecero presente che bisognava fare in fretta per battere la concorrenza di Brescia. Non avendo la disponibilità di edifici adatti, noi e la Provincia affittammo un’ala del collegio vescovile Sant’Alessandro, adatta allo scopo perché aveva già ospitato il tribunale fallimentare”. Il Ministero dà l'ok e Alfano avvia l’iter burocratico e nel settembre 2008 - scrive Marco Birolini - si firma il protocollo d’intesa: il collegio ospiterà la sede provvisoria, in attesa della ristrutturazione di Palazzo Lupi, di proprietà demaniale, indicato come sede definitiva. Comune e Provincia iniziano a versare l’affitto, in attesa di segnali da Roma. Che, però, non arrivano. “Prima delle elezioni comunali del 2009 arrivò in visita un funzionario del Ministero – racconta Bruni – ci disse che la Scuola poteva partire, ma che prima bisognava mettere nell’edificio anche gli arredi e i computer. Naturalmente a spese dei bergamaschi. Noi rispondemmo picche”. A settembre 2009 Bruni rivolge un’interpellanza al suo successore Tentorio, per sapere che fine ha fatto la scuola. Tentorio spiega che il Comune, insieme alla Provincia, continuerà a farsi carico dell’affitto fino al 30 settembre 2012, a condizione che il Ministero si dia una mossa. Intanto si scopre che la scuola non è stata attivata perché la legge prevede che prima sia nominato il consiglio direttivo, che viene eletto con tutta calma nell'estate 2010. Sembra tutto pronto per partire, ma le comunicazioni con Roma si interrompono. Roberto Calderoli assicura che i corsi partiranno in autunno, ma non succede nulla. Il sindaco Tentorio decide allora di lasciar scadere il contratto d’affitto il 30 settembre scorso. Bruni, che nel frattempo ha presentato l’ennesima interrogazione, commenta sconsolato: “E’ uno sperpero di denaro pubblico e un comportamento sconcertante. Che sia colpa del Ministero o del Csm interessa poco. La verità è che, conoscendo le difficoltà per la partenza della scuola, non avrebbero dovuto metterci fretta. Noi ci siamo fidati e questi sono i risultati”.

Lecca Lecca
Come al suo solito, l'Eco di Bergamo commenta l'accaduto con pacatezza e senza toni polemici. Inanzitutto liquida la trafela (raccontata prima) con un "dopo una serie di passi falsi e rinvii, la Scuola di magistratura scalda dunque i motori". Da brivido. Se scrive qualcosa lo fa attaccando solamente il Csm "che ha impiegato qualcosa come tre anni per nominare un proprio rappresentante" e che ha quindi causato "notevoli ritardi". Mentre, per quanto riguarda i soldi spesi per l'affito, il fatto viene riassunto in tre righe ferocissime: "Nell'attesa le spese per l'affitto dei locali del Collegio Sant'Alessandro (242 mila euro l'anno) erano stati equamente divisi tra Comune e Provincia, non senza polemiche per una certa qual inerzia romana". La famosa "qual inerzia romana".

Questione politica
Tralasciando i deliri leghisti sui magistrati padani e cazzate varie, è mai possibile che mai nessuno accenni, anche solo per una riga, ai trascorsi giudiziari di coloro che erano alla presentazione della scuola? Lo faccio io. Dunque:
- Umberto Bossi è stato condannato in via definitiva per finanziamento illecito, istigazione a delinquere e vilipendio alla bandiera italiana;
- Roberto Maroni è stato condannato in via definitiva per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale (dunque Ministro dell'Interno);
- Angelino Alfano nel 1996 ha partecipato al matrimonio della figlia di Croce Napoli, indicato dagli inquirenti come boss mafioso di Palma di Montechiaro e morto nel 2001;
- Ettore Pirovano (che è sia presidente della Provincia di Bergamo che onorevole della Camera dei Deputati) nel 2003, quando era Sindaco di Caravaggio, è stato condannato, insieme alla sua giunta, dalla Corte dei Conti a risarcire il comune per una cifra di 251.000 euro per aver finanziato per cinque anni una scuola elementare "padana" nella frazione di Masano;
- Roberto Castelli è stato condannato dalla Corte dei Conti, al rimborso di 33.100 euro a titolo di risarcimento erariale, con l'esclusione del dolo, dichiarando la consulenza (affidata alla società Global Brain, durante il suo mandato al Ministero della Giustizia nel periodo del secondo governo Berlusconi) «irrazionale e illegittima».

Chi meglio di loro poteva inaugurare una scuola di legge?