giovedì 16 giugno 2011

LUSSANA: come vanno gli iPad?

Dal numero di giugno di Intervallo.

Aspetti positivi e negativi riguardo la sperimentazione che sta affrontando la 4L
Venerdì 6 maggio si è svolta, presso la camera di commercio di Bergamo, una conferenza sui giovani che sono nati nell'era di internet, i cosiddetti “nativi digitali”. Uno dei tanti interventi riguardava la sperimentazione degli iPad che è in corso nella 4L del Liceo Lussana. L'andamento dell'esperienza è stato spiegato dalla professoressa Dianora Bardi, nel suo commento introduttivo, e da due studenti della classe. La 4L dispone di 17 iPad, uno per ogni studente, più 6 eBook. Inizialmente gli alunni avrebbero dovuto avere a disposizione gli eBook, ma poi la commercializzazione del tablet della Apple ha fatto sì che scegliessero quest'ultimo. Perché la 4L? “Perché – spiega la professoressa - “io insegno in quella classe da quattro anni”. Il progetto è stato proposto a luglio 2010 nel consiglio di classe e immediatamente sono sorti molti dubbi da parte dei docenti che non capivano nulla di nuove tecnologie, ma proprio per questo hanno accettato (logico, no?). La sfida era di far capire ai ragazzi che le tecnologie servono anche per studiare. L'obiettivo principale era quello di far leggere e scrivere, molto di più di quello che fanno ora, gli studenti, cominciando dal computer. Perché la sintesi e la grammatica dei ragazzi – sostiene la professoressa Bardi - “lascia molto a desiderare”. La sperimentazione copre tutta la mattinata scolastica e ad ogni ora gli studenti compilano una storyboard con i pro e i contro. Gli alunni creano il materiale di studio attingendo informazioni (che verranno poi vagliate dai professori) da più fonti e lo mettono online attraverso un programma chiamato DropBox. In questo modo si creano dei libri virtuali che potranno essere usati e modificati da altri classi. I ragazzi lavorano da soli o a gruppi, sempre con il supporto dei professori, i quali possono essere aiutati dagli studenti sulle modalità di lavoro. Le lezioni possono essere registrate e si possono sincronizzare con gli appunti e i disegni presi durante la spiegazione. In questo modo può ascoltare la lezione anche chi sta assente. Gli studenti devono comunque sottoporsi alle interrogazioni (che possono essere fatte con l'iPad) e alle verifiche scritte. La difficoltà iniziale – spiegano i due studenti- è stata la perdita di tempo dal momento che non c'era qualcosa di già fatto e quindi si doveva partire da zero. Altri aspetti negativi sono state le distrazioni (sopratutto all'inizio); i lunghi tempi per creare il materiale di studio, che però viene imparato in meno tempo perché fatto dagli studenti; le limitazioni dell'iPad per quanto riguarda l'incompatibilità di alcune applicazioni con altri sistemi operativi; la mancanza nel tablet della porta USB che obbliga a scambiare il lavoro o via mail o online su DropBox. Mentre gli aspetti positivi riguardano innanzitutto l'attività in classe: si è più attivi, si stringono più legami con i professori e lavorando insieme ci si aiuta. In alcune materie il profitto è aumentato mentre in altre è rimasto inalterato. Altra comodità è la leggerezza e la connessione continua dello strumento. Uno degli aspetti più vantaggiosi è l'interdisciplinarità: gli alunni costruiscono mappe tematiche che riguardano più materie.
Alla fine degli interventi una professoressa dell'ufficio scolastico regionale ha spiegato che la sperimentazione avrà luogo anche in altre scuole e che da settembre partiranno dei corsi di preparazione per i docenti.
Riusciranno, quindi, i cristalli liquidi a sostituire la tanto amata carta?