lunedì 1 agosto 2011

Il consigliere dimezzato

Circa quaranta persone sono presenti alle sette di sera di venerdì 29 luglio, orario in cui inizia il consiglio comunale straordinario di Boltiere. L'ordine del giorno è composto da ben 14 punti: comunicazioni del Sindaco, approvazione verbale seduta, adozione del pgt (piano di governo del territorio) sono i primi argomenti da trattare. Gli altri dieci riguardano le richieste di dimissioni, presentate dalla lista di minoranza “Vivi Boltiere”, nei confronti di Maurizio Testa da vicesindaco e da assessore (Sicurezza, Sport, Personale) e del comandante dei vigili Manolo Peroni (procedura di mobilità, procedura di sospensione da responsabile del servizio, procedura di sospensione responsabile unità cinofila).
Il consiglio comunale è formato da 16 persone: 11 del Pdl (non c'è la Lega, come scrive l'Eco) e 5 di “Vivi Boltiere”; tutti presenti (due ritardatari: Ciocca e Poletti, entrami Pdl). Si inizia con l'Inno d'Italia (il vantaggio di non avere la Lega tra le palle). Poi dà il via alle danze il Sindaco Osvaldo Palazzini che chiede che durante la seduta venga tenuto un comportamento adeguato poiché il consiglio è fitto di odg e nella sala ci sono più persone del solito. Una consigliera di minoranza chiede che venga effettuato un minuto di silenzio per le vittime in Norvegia (e per i soldati italiani morti in guerra?) e il consiglio accetta. Dopo i sessanta secondi commemorativi, il Sindaco chiede, per la seconda volta, al pubblico di tenere un comportamento corretto, altrimenti potrebbe far sgomberare la sala. Inoltre comunica che nella mattinata dello stesso giorno (venerdì 29 luglio) sono arrivate le dimissioni da parte di Maurizio Testa dalle cariche di vicesindaco e assessore perché - scrive Testa nel comunicato - il saluto fascista a Predappio era goliardico ed è stato sovradimensionato dai mass-media, ma è giusto che io faccia un passo indietro. Il nuovo vicesindaco sarà Renato Cavalleri (anche assessore ai Lavori Pubblici, Edilizia Privata, Urbanistica e Infrastrutture) e agli assessorati arriverà Claudio Ferri. I consiglieri di “Vivi Boltiere” accolgono con piacere le dimissione, anche perché – sostengono – è stato anche merito loro che si è giunti a questo punto. Tuttavia, aggiungono, vorrebbero anche le dimissioni da consigliere. Peccato che sia illegale (lo sa l'Eco?) dal momento che a un eletto, appunto perché eletto, non possono essere chieste le dimissioni. Diversamente dalle cariche di vicesindaco o di assessore che non essendo elettive possono essere revocate dal voto del consiglio. La lista di minoranza chiede il rinvio del terzo punto dell'odg (il pgt) e la motivazione viene affidata al consigliere di minoranza Ettore Ghidotti che inizia una lezione di storia antifascista che sarebbe meglio tenere a scuola e non in aula comunale. Giustamente il Sindaco fa notare che non può tenere un'arringa nei confronti di Testa ma il Nostro continua imperterrito (facendo anche notare che in prima fila è presente Salvo Parigi, presidente dell'Anpi Bergamo, associazione nazionale partigiani italiani). Nel frattempo arriva il giornalista dell'Eco di Bergamo, il quale, saputo che sono già state annunciate le dimissioni di testa, commenta sconsolato: “oh cazzo, mi son perso il pezzo migliore..” (nonostante ciò riuscirà, nel suo articolo per l'Eco, a raccontare i primi venti minuti di seduta). Intanto nuovo intervento del Sindaco che tiene a precisare che lui è sia antifascista sia anticomunista (perché siamo qua a parlare di comunismo? - fa notare una signora del pubblico) e bolla come “deduzioni” e “fatti storici” (o è l'uno o è l'altro) alcuni passi del discorso di Ghidotti. La votazione per il rinvio del pgt finisce 12 a 5: vincono i contrari. Durante la votazione, che viene effettuata per alzata di mano, Testa non vota (paura di sbagliare mano?), ma nessuno conta la sua astensione. Un altro consigliere di minoranza, Armida Forlani, chiede un'inversione dell'odg: il pgt verrebbe spostato dal terzo punto al quattordicesimo, l'ultimo. La motivazione è la seguente: se prima del pgt voteremo i punti sulle dimissioni troveremo più “tranquillità e trasparenza” per affrontare la discussione sul piano di governo del territorio. Parola nuovamente al Sindaco, il quale dichiara che il pgt è prioritario “per il bene del paese e per il futuro del bene del paese” (Silvio?). Giovanni Poletti, ritardatario del Pdl, chiede di intervenire per sostenere che la vicenda di Testa è stata strumentalizzata e che non tutto il gruppo consiliare del Pdl è di conseguenza fascista. Al consigliere pidiellino dà fastidio che non si parli del pgt, primario per il paese, ma si facciano lezioni di morale e di storia (“le lezioni di storia le faccio ancora, io”, inveisce Poletti). La Forlani gli risponde sovrapponendosi con la voce, ricordando che quelli che stanno affrontando non sono fatti vecchi. Mette un po' di calma il Sindaco, sempre presente. Interviene ancora Ghidotti che ricorda che la storia di un paese è più importante di un pgt, “oggi abbiamo un'occasione d'oro per ristabilire i valori di libertà e democrazia”. Si appella, quindi, all'articolo 20 del regolamento che permette di aggiungere degli emendamenti, chiedendo che il comune di Boltiere si iscriva all'Anpi, richiesta che però finisce in coda ai punti dell'odg. Anche in questo caso l'istanza per spostare all'ultimo punto il pgt viene bocciata 12 a 6. Inizia così, all'alba delle venti, la discussione del pgt. Il Polemico se ne va a mangiare una pizza. Alle 22 il tecnico sta ancora esponendo il piano di governo del territorio. Ma l'importante sono le dimissioni di Maurizio Testa.

Per fortuna il giornalista dell'Eco rimane nell'aula comunale fino a fine seduta e così sappiamo come è finita. Nell'articolo (“Saluto fascista: Testa si dimette da vicesindaco, ma resta in Consiglio”, domenica 31 luglio, pagina 36, foto sotto), a firma di Patrik Pozzi (sempre lui), si legge che “la maggioranza ha anche respinto gli ordini del giorno che chiedevano la messa in mobilità e la privazione della carica di responsabile del Corpo di polizia locale e dell'unità cinofila per il comandante Manolo Peroni”. Tutti i nuovi cani che vorranno far parte dell'unità cinofila dovranno chiamarsi Benito, se maschio, Benita, se femmina. In ricordo della zio. La motivazione con cui Palazzini, il Sindaco, difende Peroni è un non-sense: “Ritengo che questa esperienza (la visita a “zio Benito” o la richiesta di mobilità?, ndr) sarà positiva per il comandante. Lo porterà a lavorare con maggiore professionalità per le istituzioni”. La visita a Predappio aumenta la professionalità? Dite che a scuola mi daranno dei crediti in più se questo inverno ci farò un salto?

FINALMENTE
L'Eco di Bergamo cita Il Polemico! "Eccezziunale...veramente"

Eco di Bergamo, 31 luglio, pagine 36

LA NOTIZIA delle dimissioni RIPRESA DA
Eco di Bergamo, Bergamonews, Ansa, Adnkronos, Repubblica - Milano, Lettera 43, Giornalettismo, Bergamosera.